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Stress psicofisico e abbassamento delle difese immunitarie

stress psicofisico e abbassamento delle difese immunitarie

INDICE

Stress psicofisico: è dannoso per la salute e causa l’indebolimento del sistema immunitario. Abbassa i meccanismi di difesa e aumenta il rischio di malattia.

STRESS PSICOFISICO E SALUTE

Esplorare gli effetti dello stress psicofisico sulla vita quotidiana è uno degli obiettivi di ricerca principale dei ricercatori nelle ultime dècadi; nel caso specifico, sono emersi alcuni risultati a favore della tesi dell’abbassamento delle difese immunitarie a seguito di uno stato costante di risposta psico-fisiologica stancante per l’individuo, con conseguente rischio di malattia aumentato. A favore della tesi dell’abbassamento delle difese immunitarie, esistono anche studi in ambito neuro-scientifico che correlano lo stress psicofisico ad una riduzione dei linfociti T, cellule preziose del nostro sistema immunitario contro svariate malattie.

Nonostante sia necessario attendere risultati di ricerche più approfondite per conoscere al meglio il modo in cui lo stress psicofisico agisce precisamente sull’abbassamento delle difese immunitarie, possiamo comunque analizzare gli aspetti concreti di cui abbiamo già una buona conoscenza, individuando un vero e proprio percorso conoscitivo secondo cui ha senso trarre la conclusione fondata che lo stress psicofisico agisca più o meno attivamente sull’abbassamento delle difese immunitarie. I meccanismi che andremo ad analizzare sono fortemente comportamentali, visibili e migliorabili nell’aspetto quotidiano, ma esistono altre metodologie di ricerca che possono confermare la stessa tesi.

“ Riposati ogni tanto; un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante. ”

Ovidio

AROUSAL

In psicologia, si usa il termine “arousal” per indicare lo stato di attivazione fisiologica conseguente allo stato di allerta della persona rispetto all’ambiente circostante. I fattori “trigger” dell’attivazione fisiologica delle persone e quindi responsabili di una maggiore attivazione psicofisica sono sicuramente i fattori di stress psicofisico esterni al nostro dominio di controllo “normale” e che ci costringono ad abbandonare la nostra “comodità” per dare ascolto al nostro senso di pericolo quando avvertiamo che qualcosa di inaspettato stia per succedere.

Le difese immunitarie, pur non richiedendo il nostro controllo consapevole su ciò che succede all’interno del nostro corpo, hanno bisogno di una certa quantità di energia per funzionare al meglio, energia che può venir meno per diversi motivi. Una delle modalità con cui l’abbassamento delle difese immunitarie è correlato alla presenza di stress psicofisico può essere intesa come un dispendio di energia impiegato nel mantenimento dell’arousal piuttosto che del sistema immunitario.

STRESS

Ormai è una parola che fa parte del vocabolario di uso comune, forse quotidiano per molti, ma le sue origini e gli studi che hanno portato alla formulazione di svariate teorie psicologiche e comportamentali sullo stress sono poco conosciute. Fra le più conosciute dagli studiosi e le più utili alla comprensione del comportamento umano, ricordiamo la teoria di Walter Cannon, secondo cui lo stress genera una risposta di “fight or flight” (letteralmente “combatti o fuggi”). Entrambe le risposte sottendono un’aumentata attivazione psicofisica in conseguenza allo stress.

Esistono dei circuiti ben precisi all’interno del nostro sistema nervoso che generano risposte più o meno immediate a tutti gli eventi della nostra vita. Quelli che si presentano spiacevoli o si presentano alla sprovvista prendono il nome di “eventi stressanti”, che in una sola parola possono essere chiamati “stressors. Come accennato sopra, per far fronte allo stress psicofisico è necessario un adeguato dispendio di energia: maggiore lo stress, maggiore l’energia necessaria per fronteggiarlo.

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IPER-AROUSAL

Se l’arousal è definito come l’attivazione fisiologica determinante lo stato di allerta, l’iper-arousal è inteso come un forte stato di allerta o apprensione riguardo all’ambiente circostante. Questi meccanismi, di per sé, non hanno una valenza patologica; si pensi, ad esempio, ad un uomo che per sopravvivere deve cacciare in una foresta piena di predatori: un arousal iperattivato ed un livello controllato di stress psicofisico gli saranno necessari per portare a casa la sua sopravvivenza (ed eventualmente un bottino).

Il nostro percorso, però, è indirizzato ad individuare una maggiore coscienza delle modalità con cui lo stress agisce attivamente sull’abbassamento delle difese immunitarie in una condizione normale di vita quotidiana, dove uno stato di iperattivazione psicofisica dovrebbe essere considerata come risorsa d’emergenza o comunque risorsa straordinaria, proprio per il dispendio di energia necessario a mantenere costante questo stato.

ANSIA

L’ansia è uno stato di preoccupazione che anticipa la possibilità che si manifesti un evento indesiderato. In dosi misurate, l’ansia è un potente motore di produttività, utile per far fronte in modo consapevole a quegli eventi che già sappiamo essere stressanti, con l’intento di evitarli o di affrontarli in modo che non si ripresentino in futuro o che, alla peggio, si ripresentino con un carico di stress psicofisico più attenuato.

Diversamente dall’ansia normale, uno stato ansioso protratto nel tempo e sproporzionato allo stress reale, può portare la persona ad affaticarsi a seguito di ipertensione, eccessiva preoccupazione, apprensione per le piccole cose. In questi casi l’ansia diventa patologica, diventando il problema principale dell’individuo che ne soffre, spostando ancora una volta le energie del sistema nervoso verso il mantenimento dello stato ansioso e verso l’evitamento degli stressors ambientali piuttosto che sul mantenimento di uno stato di salute fisiologica ottimale, correlando con un abbassamento delle difese immunitarie.

IL FATTORE TEMPO E CONCLUSIONI

Esattamente come succede nell’ambito di ogni patologia ad oggi conosciuta, lasciare che la malattia si sviluppi senza dedicarle attenzioni o cure tende a peggiorare la manifestazione della malattia stessa nel tempo. Così, anche per quanto riguarda lo stress psicofisico, è necessario che la presenza di uno stato d’ansia o di allerta sia costante e protratto nel tempo per produrre risultati significativamente negativi sull’abbassamento delle difese immunitarie, o che si manifesti con un’intensità spropositata e totalmente inaspettata nell’immediato, ma l’approccio biopsicosociale agli studi della vita nella società odierna suggeriscono che l’insorgenza di uno stato ipertensivo stancante, drenante d’energia, sia insidioso e di difficile riconoscimento.

Molto spesso, i fattori di stress psicofisico sono strettamente correlati a risposte psicosociali che iniziano inaspettatamente all’interno dell’ambito familiare e scolastico, fin dall’età scolare. Sarebbe opportuno valutare l’importanza e la presenza dello stress accumulato giorno dopo giorno, specialmente negli ambienti più comuni: casa e famiglia, ambiente lavorativo, tempo libero. Infatti, anche occupare il proprio tempo libero con le persone sbagliate, o compiendo attività scorrette, può portare ad un accumulo di stress difficile da identificare anche da chi se ne fa carico di sofferenza. Nel caso in cui sia presente un disagio costante, che sia di facile o difficile interpretazione, è sempre opportuno consultare il parere di uno specialista.

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Informazioni sull' autore

Ciao, sono Matteo Rocca, Life Coach con circa 20 anni di esperienza.

Sono associato ICF International Coach Federation, la più grande associazione di Coach al mondo, con credenziale ACC (Accredited Certified Coach). Sono laureato in Economia e Commercio e in Scienze Motorie, e sono Personal Trainer FIF.

Da sempre appassionato di stress e di crescita personale, ora aiuto le persone ad eliminare lo stress mentale grazie a nuove tecniche, metodologie (con solide basi scientifiche). Per chi desidera organizzo percorsi di coaching personalizzati per combattere lo stress, gestire la rabbia ed equilibrare vita e lavoro.