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Un alto livello di stress da lavoro può causare la sindrome da burnout

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INDICE

Lo stress da lavoro, se negativo e in dosi massicce, o da disoccupazione, può causare la sindrome da burnout. L'OMS l'ha dichiarata una malattia professionale.

STRESS DA LAVORO E SINDROME DA BURNOUT

In tema di stress da lavoro e sindrome di burnout, trovo esemplificative ed esplicite le parole del professor Giampaolo Perna, direttore del Centro di medicina personalizzata per disturbi d’ansia e di panico presso l’ospedale Humanitas San Pio X di Milano.

“La società odierna, sempre più frenetica e orientata alla produttività, spinge spesso le persone a ritmi lavorativi vertiginosi. Tanto vertiginosi che è quasi inevitabile che molte persone cadano in esaurimento da lavoro. Infatti, sarebbe questo il significato di ‘burnout’, la sindrome che l’OMS definisce come un problema associato all’occupazione o disoccupazione lavorativa. Questa sindrome condizionata dal posto di lavoro non è una malattia in sé, ma rappresenta una seria minaccia per il benessere personale e professionale delle persone. All’origine del burnout c’è una condizione di stress cronico mal gestito nei sintomi o non affrontato in modo professionale”.

SINDROME DI BURNOUT: L’OMS RICONOSCE CHE E’ UNA MALATTIA

I primi ad occuparsi di stress da lavoro e sindrome da burnout furono gli psicologi H. Freudenberger e C. Maslach nel 1974.

Il 28 maggio 2019, dopo tanti anni di studi sul disturbo da stress, l’OMS ha ufficialmente riconosciuto la “Sindrome da burnout” come malattia a “fenomeno occupazionale”. La Sindrome da burnout viene definita come “il risultato di stress da lavoro cronico che non è stato gestito con successo”.

Le caratteristiche principali sono tre:

  1. sentimenti di esaurimento o esaurimento energetico;

  2. incremento dell’isolamento dal lavoro o sensazioni negative o cinismo, legati al proprio lavoro;

  3. ridotta efficacia personale.

Il burnout si riferisce specificatamente ai fenomeni nel contesto professionale e lavorativo e non dovrebbe essere applicato per descrivere esperienze di altri settori della vita. In pratica è la risposta ad uno stress da lavoro cronico e persistente, caratterizzato da esaurimento fisico ed emotivo, tendenza a considerare le persone come oggetti, sensazione di perdita di significato del proprio operato e ridotta produttività.

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STRESS DA LAVORO: PROMUOVERE IL BENESSERE ORGANIZZATIVO

E’ fondamentale prevenire il burnout, identificando e affrontando i fattori di stress da lavoro quando possibile. La salute dei collaboratori è direttamente collegata alla produttività, quindi il datore di lavoro ha un incentivo a creare un ambiente di lavoro che promuova il benessere dei dipendenti. Avere una gestione pro-attiva dello stress da lavoro, come ad esempio fare brevi pause frequenti, promuovere una vita sana e attività fisica regolare, meditare, può sicuramente aiutare. Una delle principali cause di burnout che deve essere affrontata è work-life balance ovvero l’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. I dipendenti devono stabilire i limiti e i confini della vita lavorativa e imparare ad evitare di controllare smartphone e mail di lavoro dopo l’orario di chiusura.

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QUALI CATEGORIE RISCHIANO LO STRESS  DA LAVORO?

Il burnout derivante dallo stress da lavoro è spesso riferito agli operatori sanitari, i membri dei servizi assistenziali e i primi soccorritori, che spesso vedono cose orribili sul loro posto di lavoro. In secondo luogo colpisce le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, gli assistenti sociali e gli assistenti familiari. Può colpire anche altre categorie di lavoratori, iperattivi, iper-connessi e schiacciati da mille impegni tra lavoro e famiglia. Le donne sarebbero più esposte degli uomini al pericolo di esaurimento psico-fisico.

“Come sottolineano i risultati di alcune osservazioni sull’incidenza del fenomeno su mestieri differenti, “il burnout” colpisce in misura prevalente coloro che svolgono le cosiddette professioni d’aiuto o “helping professions” ma anche coloro che, pur avendo obiettivi lavorativi diversi dall’assistenza, entrano continuamente in contatto con persone che vivono stati di disagio o sofferenza. Il problema è stato riscontrato in modo predominante nei professionisti che operano in ambiti sociali socio-sanitari e sanitari o della salute come medici, psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, counselors, esperti di orientamento al lavoro, fisioterapisti, operatori dell’assistenza sociale e sanitaria, infermieri, educatori sanitari e socio-pedagogici, agenti delle forze dell’ordine e operatori del volontariato.” (Wikipedia)

Le linee guida raccomandano che tali professionisti siano compassionevoli, ma non empatici perché nessuno ha la capacità di provare dolore per tutti. In altre situazioni il burnout può anche essere causato da fattori di stress più tipici dal lavoro quali: una retribuzione bassa, lunghi turni lavorativi, un carico di lavoro troppo pesante, mancato controllo delle decisioni relative al proprio lavoro, richieste contrastanti o aspettative di prestazione poco chiare, scadenze non realistiche, mancanza di autonomia, mancanza di supporto sociale.

 

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FONTI E LETTERATURA SCIENTIFICA

  • Burnout prevention: A review of intervention programs

  • Prevention of burnout: New perspectives

  • Burnout prevention through personal growth.

  • Yoga for Self-Care and Burnout Prevention Among Nurses

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Informazioni sull' autore

Ciao, sono Matteo Rocca, Life Coach con circa 20 anni di esperienza.

Sono associato ICF International Coach Federation, la più grande associazione di Coach al mondo, con credenziale ACC (Accredited Certified Coach). Sono laureato in Economia e Commercio e in Scienze Motorie, e sono Personal Trainer FIF.

Da sempre appassionato di stress e di crescita personale, ora aiuto le persone ad eliminare lo stress mentale grazie a nuove tecniche, metodologie (con solide basi scientifiche). Per chi desidera organizzo percorsi di coaching personalizzati per combattere lo stress, gestire la rabbia ed equilibrare vita e lavoro.